don Mauro Pozzi, "Un cuore grande"

XXV Dom. Tempo Ordinario A
Un cuore grande (dMP)
Per fortuna la giustizia divina è molto diversa dalla nostra. Il paradiso non si guadagna per anzianità di servizio!
Il padrone della vigna assolda i suoi operai non solo al mattino
ma fino a un’ora prima che la giornata finisca. Per fortuna il
paradiso non si conquista per anzianità di servizio. I primi a
essere chiamati sono quelli che nascono in un contesto religioso
e sono allevati nella fede, ma non ha meno importanza agli occhi
del Padrone la conversione in extremis dei peccatori. Famosa è
quella del ladrone sulla croce. È interessante notare che quando
il condannato disse: ricordati di me quando sarai nel tuo regno,
Gesù non gli rispose tra qualche anno di purgatorio, ma oggi
sarai con me in paradiso. Molti dicono che così non è giusto,
proprio come gli operai della prima ora, che è troppo comodo,
uno fa quello che vuole per tutta la vita e poi all’ultimo momento
si pente e se la cava. È però una considerazione non molto
fondata, perché sottintende che comportarsi bene e osservare i
comandamenti sia faticoso o poco divertente, e che, al contrario,
fare una vita dissoluta, infischiandosene del prossimo, sia
invece molto più interessante. La morale non è qualcosa che
complica la vita, ma serve per vivere meglio. Noi sappiamo che
tutta la legge si riassume nel comandamento dell’amore, ebbene
chi ama genera gioia, pace e riconoscenza. Amare concentra
l’attenzione sull’altro piuttosto che su sé stessi e perciò toglie
tante paure e preoccupazioni. È certamente meglio vivere così
piuttosto che doversi sempre guardare le spalle perché c’è
qualcuno che vuole fartela pagare per il male che gli hai fatto.
Certo essere buoni non rende immuni dal male. Anche i santi
hanno sofferto, come Gesù stesso d’altronde, ma di loro ce ne
ricordiamo, mentre dei tanti malvagi che hanno vissuto
nessuno ne sa più niente. Per cui è meglio lavorare una giornata
intera nella vigna del Signore, piuttosto che restare in piazza ad
annoiarsi e a preoccuparsi di non avere un salario da portare a
casa. L’obiettivo del Padrone è quello di salvare tutti secondo
una logica di misericordia, mentre noi uomini abbiamo una
concezione differente della giustizia, che è rappresentata dalla
bilancia: ad ogni trasgressione deve corrispondere una precisa
pena. Per fortuna le vie del Signore sono diverse dalle nostre e
il suo cuore è più grande del nostro. Se gli ultimi saranno i primi
non significa che Dio è ingiusto, ma che i criteri di giudizio degli
uomini non sono i suoi. Siamo noi che vogliamo giudicare chi è
primo e chi è ultimo, in questo sta l’errore. Lasciamo fare a lui
e preoccupiamoci della nostra salvezza piuttosto che tenere
d’occhio gli altri.

Fonte:http://www.noidisantamonica.it


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